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EVENTO

Mercoledì 12 Dicembre 2012 alle ore 17 nella Chiesa di San Jacopo in Campo Corbolini – già chiesa templare – in via Faenza 43 a Firenze.

Durante il dibattimento riguardante l’aggiornamento dei lavori sulla questione mobilità, vi sarà occasione per presentare l’empowerment.

La partecipazione dei cittadini, insieme alle autorità preposte, alla gestione della città.

Empowerment in città

Premesso che, nel sistema democratico, noi semplici cittadini siamo la sorgente del potere che deleghiamo.

Rilevato che il potere, una volta delegato, è difficilmente controllabile.

La società ha consegnato allo Stato, e alle sue articolazioni, la responsabilità di tutti quei servizi necessari per un corretto funzionamento della stessa, come è sigillato dalla carta costituzionale.

Visto che le istituzioni statali non sono per lo più adempienti a quanto promesso costituzionalmente: è opportuno, dunque, che i cittadini si riprendano una parte di quel potere che hanno delegato per organizzarsi in una dimensione socio economico complementare nella quale sia rispettata la centralità della persona.

Ad esempio, non è giusto che siano i cittadini a pagare il debito pubblico, dal momento che questo non è stato causato da loro ma da politiche sconsiderate che, tra l’altro, hanno privilegiato gli interessi della finanza, anziché il lavoro come prevede l’articolo 1 della Costituzione.

Detto questo, vorremmo confrontare le nostre idee con quelle dell’amministrazione comunale per aiutarla nelle deleghe che non può ottemperare:

  1. Sicurezza
  2. Decoro urbano
  3. Politiche Giovanili
  4. Quartieri

Questo anche in forza dell’art. 3 dello Statuto del Comune di Firenze dove si afferma:

  1. Il Comune svolge le proprie funzioni di interesse pubblico secondo il principio di sussidiarietà, anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.

Come attivarsi:

  1. Incrementare il numero delle associzioni di strada fiorentine, fino alla completa rappresentanza del territorio.
  2. Riunire tutte le associazioni spontanee della città con le associazioni di strada in un coordinamento cittadino che possa veicolare le richieste e proposte dei cittadini.
  3. I membri del coordinamento si attiveranno, con il Comune, per contribuire alla realizzazione di quelle deleghe che il Comune stesso non ha pienamente realizzato.
  4. Creare, attraverso incontri ed eventi periodici, le premesse di un’integrazione fra cittadini, che porti a una maggiore socilizzazione e solidarietà.
  5. Scandire nei vari rami del coordinamento centrale servizi che possano facilitare la vita del cittadino.
  6. Elezioni annuali dei vari rappresentanti del coordinamento e degli attori dei differenti servizi.
  7. Valutazione periodica dei cittadini sull’operato del coordinamento.

La filosofia dell’empowerment invita a delegare il meno possibile. I fatti ci hanno insegnato che molti delegati nelle varie amministrazioni statali, rappresentano più loro stessi dei cittadini. Il tipo di economia da prendere in considerazione è quella partecipativa, autorganizzativa e promotrice di reti; naturalmente parallella e non alternativa al sistema. Siamo convinti che la partecipazione attiva del cittadino al governo della città lo renderà più inserito nella vita sociale: la città piano piano diventerà come una casa allargata di cui tutti ne avranno sempre più cura. La vita sarà più facile e la città più sicura.

In fine, ricordiamo l’art. 118, ult.co., della Costituzione, in forza del quale sono favorite e riconosciute forme di amministrazione caratterizzate dalla partecipazione dei cittadini, singoli o associati, la cosiddetta società civile, e dalla loro autonomia. La società civile, pur svolgendo attività di interesse generale, non si pone rispetto alla pubblica amministrazione in posizione alternativa, ma è ad essa complementare: e ciò si realizza grazie all’art. 2 della Costituzione, che afferma la centralità della persona e delle formazioni sociali ove si sviluppa la sua personalità.

Queste esperienze si sono realizzate con successo in vari paesi come Stati Uniti, Brasile, India, Francia, Canada ecc.

Il sogno sarebbe quello di far diventare ogni strada come una società di mutuo soccorso, in cui gli abitanti e gli operatori dei vari settori convivono in armonia aiutandosi l’uno con l’altro, un po’ come succede nelle contrade senesi.

Aderisci!

Da oggi puoi aderire al progetto. Clicca qui per iniziare.

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